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Titoli di Stato, maxi-emissioni del Tesoro, previsti 260 miliardi nel 2026

Il Ministero dell’Economia e delle Finanze (Mef) imprime una nuova accelerazione alla gestione del debito pubblico, delineando per il secondo trimestre 2026 un programma di emissioni ambizioso-Tra nuovi titoli, riaperture e flessibilità operativa, il Tesoro si prepara ad affrontare un anno cruciale per il rifinanziamento e il sostegno ai conti pubblici.

Nuovi Btp e strategia di collocamento

Nel periodo aprile-giugno sono previste nuove emissioni su diverse scadenze chiave: Btp a 3 anni con scadenza settembre 2029 per almeno 9 miliardi di euro, Btp a 5 anni (giugno 2031) per 10 miliardi, Btp a 7 anni (giugno 2033) e Btp decennali (luglio 2036), entrambi per un minimo di 10 miliardi ciascuno. Questi importi rappresentano la soglia minima di circolazione prima dell’eventuale sostituzione con nuovi benchmark sulla stessa curva.

Accanto alle nuove emissioni, il Tesoro manterrà una forte flessibilità: ulteriori titoli potranno essere collocati in funzione delle condizioni di mercato, mentre proseguiranno le riaperture di titoli già in circolazione per garantire liquidità e profondità al mercato secondario.

Riaperture e strumenti diversificati

Tra i titoli già in emissione che potranno essere riaperti figurano Btp con scadenze tra il 2028 e il 2036 e cedole comprese tra il 2,20% e il 3,45%. Non si esclude inoltre il ricorso a strumenti più articolati: CCTeu a tasso variabile e titoli indicizzati all’inflazione (Btp€i), oltre a emissioni su scadenze superiori ai 10 anni.

Il Tesoro si riserva anche la possibilità di riaprire titoli non più in corso di emissione, una scelta mirata a correggere eventuali dislocazioni sul mercato secondario e migliorare l’efficienza complessiva del sistema.

Tutte le aste continueranno a svolgersi con il metodo marginale, con determinazione discrezionale del prezzo e delle quantità assegnate.

2026 da oltre 250 miliardi

Dopo aver collocato circa 67,5 miliardi di euro nei primi due mesi dell’anno, il Tesoro dovrà affrontare, tra marzo e dicembre, scadenze per oltre 200 miliardi di titoli a medio-lungo termine.

Tenendo conto delle emissioni già effettuate e di quelle programmate a marzo, per il periodo aprile-dicembre 2026 si stimano emissioni lorde tra 245 e 260 miliardi di euro. Le emissioni nette si collocheranno invece tra 65 e 80 miliardi.

A fine febbraio, il programma annuale risultava completato per il 20%, percentuale che sale al 30% includendo le operazioni di marzo.

Costo del debito e prospettive

Sul fronte qualitativo, si registra un lieve allungamento della vita media del debito, salita a 6,97 anni, e un costo medio all’emissione pari al 2,79%, in moderato aumento rispetto al 2025.

Il quadro resta tuttavia esposto a variabili esterne, in particolare alle tensioni energetiche e alla fiducia di imprese e consumatori. Elementi che il governo incorporerà nelle nuove previsioni macroeconomiche attese ad aprile con il Documento di Finanza Pubblica.

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