Secondo il Focus sulla transizione energetica di Sace, nel 2024 gli investimenti mondiali nel settore energetico hanno superato i 3.000 miliardi di dollari, con circa due terzi delle risorse destinati alle tecnologie per l’energia pulita, tra cui fonti rinnovabili, reti elettriche, sistemi di accumulo ed efficienza energetica. Una dinamica destinata a consolidarsi anche nel 2025, a conferma di una transizione già in atto.
Lo scenario resta tuttavia caratterizzato da una domanda ancora sostenuta di petrolio e gas, destinata a mantenere alta la pressione sui costi dell’energia e sulla sicurezza degli approvvigionamenti. In questo contesto, l’efficienza energetica rappresenta una leva strategica per le imprese. Secondo l’Agenzia Internazionale dell’Energia, il miglioramento dei sistemi di gestione dell’energia può generare risparmi superiori al 10% nei primi tre anni e fino al 60% nel lungo periodo, con effetti positivi anche sulla produttività e sulla qualità dei processi e dei prodotti.
Per il sistema produttivo italiano, tradizionalmente energivoro, la transizione energetica rappresenta un’opportunità concreta per rafforzare la competitività. Il Libro Bianco Made in Italy 2030, presentato dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy, individua infatti nell’innovazione energetica uno degli strumenti fondamentali per sostenere la crescita dell’industria nazionale.
Tra i progetti più significativi rientra il piano di riqualificazione industriale avviato dal gruppo Duferco nel polo siderurgico di Giammoro, in provincia di Messina. L’investimento comprende la realizzazione di una Hydrogen Valley, destinata alla produzione di idrogeno verde alimentato da energia fotovoltaica per i processi industriali dell’area. Sul fronte delle infrastrutture, il progetto Adriatic Link di Terna contribuirà a rafforzare la rete elettrica nazionale attraverso il collegamento tra Marche e Abruzzo, favorendo una maggiore integrazione delle fonti rinnovabili e una più elevata sicurezza del sistema energetico.
La transizione rappresenta inoltre un’importante opportunità di sviluppo internazionale per il Made in Italy. L’Italia è tra i principali Paesi europei per numero di brevetti nelle tecnologie green e la filiera energetica nazionale, composta da oltre 47 mila imprese, genera esportazioni per 27 miliardi di euro. Ne è un esempio la recente commessa ottenuta da Danieli per la realizzazione di un impianto di produzione di acciaio verde a Luleå, in Svezia, che conferma la capacità delle imprese italiane di esportare tecnologie innovative e ad alto valore aggiunto.
Accanto agli strumenti di garanzia per gli investimenti e l’internazionalizzazione, Sace continua a favorire il dialogo tra imprese italiane e grandi operatori internazionali del settore energetico. Attraverso il programma Sace Connects, il Gruppo promuove iniziative di business matching con buyer internazionali, creando nuove opportunità commerciali e contribuendo a rafforzare la presenza delle aziende italiane nei mercati della transizione energetica.
