Fonte: Ambasciata di Francia in Italia
L’origine del Trattato Il principio di un trattato di cooperazione bilaterale rafforzata è stato accennato per la prima volta durante il vertice italo-francese di Lione nel 2017, i lavori sono poi stati avviati nel gennaio 2018 dal Presidente della Repubblica francese, Emmanuel Macron, e dell’allora Presidente del Consiglio italiano, Paolo Gentiloni. Un comitato di saggi franco-italiani hanno quindi lavorato ad un primo contributo. In occasione della visita di Stato del Presidente Sergio Mattarella in Francia, a luglio 2021, i due Presidenti hanno confermato che il trattato sarebbe stato firmato entro la fine del 2021.
La volontà di attuare questo Trattato nasce innanzitutto dalla consapevolezza di una grande vicinanza tra i nostri due Paesi, basata in particolare su:
- La portata e la profondità dell’amicizia che ci unisce, ancorata nella storia e rafforzata dagli scambi e da una cooperazione molto ricca in numerosi ambiti: politico, sociale, culturale, economico, industriale e commerciale, della mobilità, della difesa, dell’ambiente, della ricerca, del digitale, dell’energia e della cooperazione transfrontaliera. La Francia è, ad esempio, la seconda destinazione per gli studenti italiani che svolgono un periodo di mobilità all’estero nonché il secondo paese di origine degli studenti che svolgono una mobilità in Italia;
- Un impegno comune costante a favore dell’unità europea e il desiderio condiviso di rilanciare e approfondire il progetto europeo;
- Una dedizione particolare per il multilateralismo e per un assetto e degli scambi internazionali basati su una serie di regole, ma anche alla tutela di principi fondamentali al livello globale: pace, sicurezza, libertà, uguaglianza, rispetto dei diritti umani, della democrazia e dello stato di diritto;
- Un impegno comune a favore dello sviluppo sostenibile, della tutela dell’ambiente e della biodiversità, nonché della protezione del Mediterraneo e dell’Arco alpino;
- L’obiettivo di rafforzare la cooperazione bilaterale sulle questioni europee e le politiche settoriali.
Come si articola il Trattato? Il Trattato è articolato attorno a tre obiettivi: lavorare insieme al livello europeo per un Europa sempre più compatta, democratica e sovrana, iscrivendo le nostre cooperazioni in questa prospettiva; favorire il ravvicinamento e l’integrazione delle nostre società civili, promuovendo in particolare la mobilità dei giovani; strutturare la relazione bilaterale conferendole degli orientamenti strategici e formalizzando alcuni quadri di consultazione. Il Trattato stesso, composto da un preambolo e dodici articoli, definisce un’agenda comune sulle questioni europee e per le cooperazioni bilaterali in vari ambiti: affari esteri, sicurezza e difesa, affari europei, cooperazione economica, industriale e digitale, sviluppo sostenibile e inclusivo, spaziale, istruzione, ricerca e innovazione, cultura, giovani e società civile, cooperazione transfrontaliera. Per ciascuno di questi ambiti, il Trattato stabilisce degli impegni per la promozione di obiettivi comuni, ad esempio a favore dello sviluppo sostenibile, l’implementazione di iniziative congiunte come in ambito educativo o delle politiche giovanili, la formalizzazione del processo di concertazione per quanto riguarda ad esempio la cooperazione transfrontaliera, in modo da forgiare un ‘’automatismo franco-italiano’’ nella maggior parte degli ambiti della nostra cooperazione. Un programma di lavoro è stato stilato parallelamente, sviluppando in modo più preciso, per ogni ambito, le azioni da svolgere, operativo e adeguabile nel tempo. Si tratta di creare un programma di lavoro comune per i prossimi anni.
Le grandi misure del Trattato e del programma di lavoro
Difesa: principio di mutua assistenza in caso di aggressione armata sui propri territori, ai sensi dell’articolo 5 del trattato della Nato e dell’articolo 42.7 del trattato dell’Unione europea, e rilancio del Consiglio franco-italiano di difesa e sicurezza (2+2), associando i ministri della difesa e degli affari esteri; potenziamento delle sinergie sia al livello di capacità che operativo ; nuova cooperazione tra i nostri gruppi aeronavali, sotto forma ad esempio di supporto reciproco dei nostri gruppi aeronavali ; determinazione a cooperare nel settore dei missili, definizione di un programma di lavoro per la cooperazione in materia di capacità.
Economia: creazione di un forum annuale di concertazione economica franco-italiana, che riunirà i ministri dell’economia, delle finanze e dello sviluppo economico di ogni paese, così da garantire un confronto regolare sulle politiche macroeconomiche e industriali, e riavvicinare le reti economiche dei due paesi, in particolare nei settori strategici per l’indipendenza europea quali le infrastrutture del cloud, le batterie elettroniche, l’industria farmaceutica o i semi-conduttori.
Sviluppo sostenibile: sostegno delle iniziative di cooperazione transfrontaliere e transnazionali tra le aree protette francesi e italiane, terrestri e marine; obiettivo riaffermato per fare del Mediterraneo un mare pulito e sostenibile dal punto di vista dell’ambiente; promozione di un potenziamento delle disposizioni e degli accordi di commercio e d’investimento dell’Unione europea legate allo sviluppo sostenibile, e loro corretta implementazione, in particolare per quanto riguarda il rispetto dell’Accordo di Parigi.
Innovazione: sviluppo di programmi congiunti di finanziamento di progetti innovativi, per il sostegno delle start-up e delle Pmi ; firma di un accordo tra Cassa Depositi e Prestiti e la Banque Publique d’Investissement per rafforzare la cooperazione nel sostegno delle Pmi e delle start-up.
Giovani: implementazione di un servizio civile comune franco-italiano, con una prima coorte prevista per il 2022 e un obiettivo di 150 giovani che effettueranno una missione di volontariato incrociato tra Francia e Italia; creazione di un consiglio franco-italiano dei Giovani, e definizione di una strategia per lo sviluppo delle mobilità.
Percorsi di studio italo-francesi: potenziamento degli indirizzi Esabac per il rilascio del doppio diploma, sia il baccalauréat francese sia l’Esame di Stato italiano, in Francia; tutte le circoscrizioni accademiche avranno almeno una sezione Esabac entro il 2025.
Mobilità degli studenti: promuovere la mobilità degli alunni e degli studenti , in particolare quelli che hanno seguito percorsi Esabac, di insegnamento professionale e tecnologico e degli apprendisti. Lancio di un primo campus dei mestieri franco-italiano nel 2022, in settori quali l’automobile, l’intelligenza artificiale o le arti; sviluppo dei partenariati strategici tra istituti nazionali per il professorato e l’istruzione francesi e italiani per agevolare la mobilità dei futuri insegnanti.
Università: promuovere gli scambi di studenti e di ricercatori e l’implementazione di doppi titoli e titoli congiunti nonché le cooperazioni tra scuole dottorali; implementazione di un forum biennale tra i ministeri di tutela dell’istruzione superiore e degli attori del mondo universitario.
Cultura: potenziamento degli scambi tra industrie culturali e cooperazione rafforzata a favore della tutela del patrimonio; organizzazione nel 2022 di un primo evento congiunto tra istituti artistici e dei mestieri d’arte e di un forum franco-italiano “Intraprendere in ambito culturale”; sostegno alla traduzione franco-italiana per promuovere gli scambi letterari.
Cooperazione transfrontaliera: riconoscimento della frontiera franco-italiana come luogo di interesse condiviso dai due paesi, oggetto di un’attenzione comune particolare, e creazione di un comitato di cooperazione transfrontaliera, dedicato alle sfide specifiche alle aree transfrontaliere (ambiente, sanità, energia, trasporti, istruzione, economia, cultura, turismo ecc) coinvolgendo tutti gli operatori competenti al livello locale, regionale e nazionale; potenziamento della cooperazione in ambito sanitario; avvio di trattative per un accordo di cooperazione sanitaria transfrontaliera e di protezione civile.
Cooperazione tra forze di polizia: rendere perenne la brigata di polizia mista ai confini, e creazione di un’unità operativa franco-italiana per la gestione di grandi eventi o il possibile contributo a missioni internazionali di polizia; intensificazione della cooperazione tra forze dell’ordine e magistrati, in particolare per quanto riguarda la criminalità organizzata.
Affari esteri: programma di scambio di diplomatici tra ministeri francesi e italiani in carica degli affari esteri.
