Nel 2025 la spesa dei viaggiatori stranieri ha raggiunto 56,7 miliardi di euro, con un incremento del 4,6% rispetto al 2024, pari a 2,5 miliardi di euro in più. Per il 2026 le previsioni indicano un’ulteriore crescita del 3,9%, che porterebbe la spesa complessiva a 58,9 miliardi di euro.
È quanto emerge dalle elaborazioni del Centro Studi Turistici (Cst) di Firenze per Confesercenti, realizzate su dati della Banca d’Italia.
L’analisi delle voci di spesa evidenzia come la quota principale del budget dei visitatori internazionali sia destinata all’alloggio, che assorbe il 45,2% della spesa complessiva, seguito dalla ristorazione (23%) e dagli acquisti commerciali (15,2%). Completano il quadro il trasporto interno (9,5%) e gli altri servizi (7,2%).
La crescita registrata nel 2025 è stata sostenuta soprattutto dai comparti dell’ospitalità e della ristorazione, che hanno contribuito in misura prevalente all’incremento complessivo della spesa, grazie anche al crescente interesse dei visitatori per la tradizione enogastronomica italiana. In forte espansione anche la categoria degli altri servizi, che comprende visite guidate, escursioni, musei, eventi culturali, concerti, esperienze personalizzate e servizi per il benessere, confermando la crescente domanda di turismo esperienziale. In controtendenza, invece, la spesa per il trasporto interno, unica componente in diminuzione rispetto all’anno precedente.
Dal punto di vista territoriale, Lazio, Lombardia, Veneto e Toscana concentrano quasi il 56% della spesa complessiva dei turisti stranieri, confermandosi le principali destinazioni del turismo internazionale. Seguono Campania e Trentino-Alto Adige, mentre Basilicata e Molise registrano i livelli di spesa più contenuti.
L’indagine evidenzia inoltre alcune specificità regionali. In Friuli-Venezia Giulia la quota destinata allo shopping supera quella riservata all’alloggio, mentre il Trentino-Alto Adige presenta la più alta incidenza della spesa per l’ospitalità sul budget complessivo dei visitatori.
Considerando esclusivamente i viaggi per vacanza, la spesa supera i 38 miliardi di euro. Il turismo culturale e le città d’arte rappresentano il principale segmento della domanda internazionale, seguiti dal turismo balneare e dalle vacanze in montagna, confermando la forte attrattività del patrimonio storico, artistico e paesaggistico italiano.
Secondo il presidente di Confesercenti, Nico Gronchi, il turismo internazionale continua a generare benefici economici per l’intera filiera dell’ospitalità, della ristorazione, del commercio e dei servizi. Tuttavia, la forte concentrazione dei flussi in poche regioni rende necessario rafforzare le politiche di governance del turismo, promuovendo la destagionalizzazione, gli investimenti infrastrutturali nelle aree interne e incentivi per favorire lo sviluppo di nuove destinazioni. Una strategia ritenuta fondamentale anche in vista dell’espansione della domanda proveniente dai mercati emergenti, tra cui quello indiano, destinati a rappresentare una leva di crescita per il turismo italiano nei prossimi anni.
