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Turismo, Italia accelera sui competitor europei superando Spagna e Francia

L’estate italiana corre oltre le attese e il turismo continua a macinare risultati record. A luglio le presenze nelle strutture ricettive sono aumentate del 4,4% rispetto allo stesso mese del 2025, con oltre 4 milioni di presenze e circa 1 milione di arrivi in più. La crescita coinvolge sia la componente italiana, salita del 2,3%, sia quella straniera, che registra un balzo del 6%.

Anche gli arrivi segnano una progressione significativa: +4,5% complessivo, con gli italiani a +3,8% e gli stranieri a +5,1%. A trainare il risultato sono sia il comparto alberghiero, in crescita del 2,5%, sia quello extralberghiero, che accelera del 6,7%. Il dato di luglio conferma così una tendenza già emersa nei primi sei mesi dell’anno, chiusi con +4,9% di presenze e +4,4% di arrivi.

Italia davanti a Spagna e Francia

Il vantaggio competitivo emerge soprattutto guardando alla saturazione delle strutture ricettive. Secondo le elaborazioni dell’Ufficio Statistica del Ministero del Turismo, nel periodo compreso tra il 15 giugno e il 15 settembre il tasso medio di saturazione Ota raggiunge il 58,9%, ben 10,8 punti percentuali in più rispetto al 2025.

Il dato è particolarmente significativo perché arriva insieme a tariffe mediamente più basse. Ad agosto la saturazione si attesta al 58,5%, mentre nella settimana di Ferragosto raggiunge il picco del 65,4%.

Nel confronto con i principali competitor europei, l’Italia mantiene un netto vantaggio. Considerando l’intera stagione estiva, il tasso italiano supera quello della Spagna, ferma al 52,2%, di 6,7 punti, e quello della Francia, al 42,8%, di 16,1 punti.

Ad agosto il distacco resta ampio: 4,5 punti sulla Spagna e 17,5 sulla Francia. Nella settimana di Ferragosto il vantaggio sale rispettivamente a 5,6 e 19 punti percentuali.

Montagna e mare guidano la domanda

La forza del turismo italiano non si concentra in un solo prodotto. Nella settimana di Ferragosto il tasso di saturazione raggiunge il 78,4% in montagna, il 74,3% nelle destinazioni balneari e il 71,9% nelle località lacuali. Le città d’arte e i paesaggi culturali si attestano al 56%, ma sono proprio queste destinazioni a registrare la crescita più significativa rispetto al 2025: +13,9 punti percentuali.

Un segnale importante perché indica una domanda sempre più diversificata, meno legata esclusivamente al turismo balneare e alla tradizionale stagione estiva.

Anche sul piano territoriale il quadro è positivo. Tra le regioni con i livelli di saturazione più elevati figurano Sardegna (63,4%), Veneto (63,3%), Sicilia (63%), Friuli-Venezia Giulia (62,7%), Emilia-Romagna (60,7%) e Marche (60,3%).

Il ruolo dei piccoli Comuni

A sostenere la crescita contribuiscono anche i piccoli Comuni, protagonisti di un turismo sempre più diffuso, esperienziale e destagionalizzato. Nel primo semestre del 2026 gli arrivi sono cresciuti del 5,3%, mentre le presenze hanno registrato un incremento del 4,6%.

Tra le regioni più dinamiche spiccano Calabria (+12,1% di presenze), Abruzzo (+10,9%) e Piemonte (+9,8%).

Un ruolo importante è attribuito anche alle sagre, che secondo i dati forniti dal Ministero sono oltre 20mila ogni anno. Questi eventi attirano complessivamente 48 milioni di visitatori, generano un indotto di 2,1 miliardi di euro e coinvolgono circa 10.500 occupati.

La sfida è destagionalizzare

Il dato più interessante non riguarda soltanto la forza dell’estate, ma la capacità dell’Italia di trasformare il boom stagionale in una crescita strutturale. L’obiettivo indicato dal ministro del Turismo Gianmarco Mazzi è quello di un settore capace di lavorare durante tutti i dodici mesi dell’anno, puntando su digitalizzazione, accessibilità, promozione e destagionalizzazione.

A maggio la bilancia turistica dei pagamenti aveva già registrato un avanzo di 2,7 miliardi di euro, a conferma del peso crescente del turismo sull’economia italiana.

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