La maggiore attrattività dell’Italia emerge anche dagli indicatori della domanda. Le ricerche di voli verso l’Italia crescono del 26%, mentre l’offerta di posti sui collegamenti diretti aumenta del 14%, con una dinamica superiore a quella dei principali competitor europei. In occasione di Ferragosto, le ricerche online risultano superiori del 17% rispetto all’estate 2025, secondo le elaborazioni del Centro Studi di Federturismo Confindustria,
Ad agosto saranno circa 16 milioni gli italiani in partenza, ma il dato più significativo riguarda la crescente propensione a spostare le vacanze a settembre. Le prenotazioni aeree per settembre aumentano dell’8%, confermando come la destagionalizzazione stia diventando una modalità sempre più consolidata di fruizione della vacanza, favorita da prezzi più competitivi, minore affollamento e condizioni climatiche più favorevoli.
Sul fronte dell’offerta ricettiva, le località balneari raggiungono un tasso di occupazione previsto dell’82%, che sale all’85% nel periodo di Ferragosto. Anche le città d’arte registrano performance elevate: Roma, Napoli e Venezia superano l’80% di occupazione, sostenute soprattutto dai flussi provenienti da Stati Uniti, Regno Unito, Francia e Germania.
Particolarmente dinamico anche il turismo montano, scelto da quasi 8 milioni di italiani. Il Trentino-Alto Adige si conferma una delle destinazioni di riferimento per chi cerca temperature più miti, natura e attività all’aria aperta. Prosegue inoltre l’espansione del comparto crocieristico: oltre il 10% degli operatori segnala una crescita delle crociere come alternativa al tradizionale modello basato su volo e soggiorno alberghiero.
Tra le destinazioni preferite dagli italiani si confermano Sardegna, Sicilia, Calabria e Puglia. All’estero restano molto richieste le isole greche e le Baleari, mentre si registrano segnali di recupero per il Mar Rosso. Cresce inoltre l’interesse per il Nord Europa, favorito dalle temperature più fresche, mentre sul lungo raggio si rafforzano Giappone, Cina e Sud America.
Il quadro congiunturale trova conferma nei dati relativi ai primi mesi dell’anno. Le elaborazioni del Centro Studi Federturismo su dati Istat indicano, nel primo trimestre 2026, 23 milioni di arrivi, in aumento del 4,2%, e 71,6 milioni di presenze, in crescita del 7,5%. La componente straniera è aumentata del 12,3% e rappresenta ormai il 54,6% delle presenze complessive.
Positivo anche il contributo economico del turismo internazionale. Secondo i dati di Banca d’Italia elaborati dal Centro Studi, nel 2025 la spesa dei viaggiatori stranieri ha raggiunto 56,7 miliardi di euro, mentre l’avanzo della bilancia turistica si è attestato a 22,7 miliardi, pari all’1% del Pil. Nella media dei tre mesi terminanti ad aprile 2026, le entrate turistiche hanno registrato un ulteriore aumento del 4,4%.
