Secondo il ministro, l’Italia continua a rafforzare il proprio posizionamento globale grazie al ruolo consolidato del Paese come destinazione turistica internazionale, con un aumento dei flussi provenienti dall’estero che si affianca alla crescita dei turisti italiani.
Un elemento particolarmente significativo riguarda l’allungamento della stagione turistica. I dati mostrano infatti un incremento delle presenze nei mesi tradizionalmente considerati di bassa stagione, come febbraio e marzo, segnale di una progressiva destagionalizzazione del settore.
In questa prospettiva, Mazzi sottolinea come il sistema turistico italiano stia evolvendo verso un modello di “stagione unica” lunga dodici mesi, in cui la distinzione tra alta e bassa stagione tende ad attenuarsi. Un cambiamento che, secondo il ministro, rafforza la stabilità dell’industria e migliora la capacità di pianificazione degli operatori.
La dinamica positiva riguarda sia il turismo internazionale sia quello interno, a conferma di una domanda complessiva in crescita e sempre più distribuita nel corso dell’anno. Il fenomeno della destagionalizzazione rappresenta inoltre un fattore chiave per aumentare la sostenibilità economica delle destinazioni e ridurre la pressione sui periodi di punta.
Il Ministero del Turismo interpreta questi dati come un segnale di solidità del settore e di efficacia delle politiche di promozione dell’Italia sui mercati globali. L’obiettivo dichiarato è consolidare questa tendenza, trasformando la crescita attuale in un modello strutturale di sviluppo turistico continuo.
“In Italia non ci sono più stagioni, ma una sola stagione lunga dodici mesi”, ha sintetizzato Mazzi, sottolineando un approccio ottimistico e orientato alla continuità della crescita del comparto.

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