Nella settimana clou della festività il tasso di saturazione Ota italiano raggiunge il 40,8%, superando Spagna (37,4%), Grecia (30,45%) e Francia (29%), con una crescita stimata di circa +2% rispetto allo scorso anno.
A sottolinearlo è il ministro del Turismo Daniela Santanchè, commentando i dati elaborati dall’Ufficio Statistica del Ministero del Turismo su fonti quali Data Appeal, Cst–Centro Studi Turistici Firenze per Assoturismo Confesercenti, Cna e le principali fondazioni carnevalesche. Secondo le stime, nel 2026 il giro d’affari complessivo del Carnevale supererà 1,5 miliardi di euro, trainato dalle manifestazioni storiche che rendono l’offerta italiana unica a livello internazionale. Venezia, prima meta del periodo, genera un valore economico oltre i 200 milioni di euro, mentre Viareggio si attesta intorno agli 80 milioni.
Ma la forza del Carnevale italiano va oltre le destinazioni più note: nel 2025 le cinque giornate della Battaglia delle Arance dello Storico Carnevale di Ivrea hanno registrato oltre 120 mila presenze, il Carnevale di Putignano ha attirato più di 18 mila spettatori nella giornata conclusiva e quello di Acireale ha chiuso con quasi 73 mila biglietti venduti e incassi superiori a 664 mila euro.
Un quadro che, secondo il ministro, “dipinge a tinte brillanti il turismo italiano”, evidenziando come il Carnevale rappresenti una leva strategica di destagionalizzazione e distribuzione dei flussi, capace di sostenere crescita economica, occupazione e attrattività internazionale da Nord a Sud del Paese.
