Nel primo trimestre dell’anno, le strutture ricettive dell’Unione europea hanno registrato complessivamente 471,1 milioni di pernottamenti, in aumento del 3,4% rispetto allo stesso periodo del 2025. Un risultato che conferma la solidità della domanda turistica nel continente e la capacità del settore di mantenere il percorso di crescita avviato negli ultimi anni.
Secondo i dati diffusi da Eurostat, l’incremento è stato costante nel corso dei primi tre mesi dell’anno. A gennaio sono stati registrati 143,5 milioni di pernottamenti, con una crescita del 3,2% su base annua. A febbraio i pernottamenti hanno raggiunto quota 154,4 milioni (+3,4%), mentre a marzo sono saliti a 173,2 milioni, segnando l’aumento più consistente del trimestre con un +3,7%.
L’analisi a livello nazionale evidenzia performance particolarmente brillanti in alcuni Paesi. A guidare la classifica è l’Irlanda, che ha registrato un incremento dei pernottamenti del 35,3%, il dato più elevato dell’intera Unione. Seguono Malta con una crescita dell’11,1% e la Danimarca con un aumento del 9,3%. Si tratta di risultati che testimoniano una forte attrattività internazionale e una crescente capacità di intercettare i flussi turistici europei ed extraeuropei.
Non tutti i Paesi, tuttavia, hanno beneficiato della stessa dinamica. Tra gli Stati membri che hanno registrato una flessione, la contrazione più marcata è stata rilevata in Lituania, dove i pernottamenti sono diminuiti del 12,9% rispetto al primo trimestre del 2025. Seguono la Romania (-6,7%) e il Lussemburgo (-3,8%). In totale, nove Paesi dell’Unione hanno registrato un arretramento dell’attività turistica nel periodo considerato.
Uno degli elementi più significativi emersi dai dati riguarda il peso del turismo internazionale. Nei primi tre mesi del 2026, i visitatori stranieri hanno rappresentato il 46,6% del totale dei pernottamenti registrati nelle strutture ricettive europee. Una quota che conferma il ruolo strategico dei flussi turistici internazionali per l’economia del settore e per le destinazioni maggiormente orientate all’accoglienza di visitatori provenienti dall’estero.
Le differenze tra i vari Paesi risultano particolarmente evidenti. La maggiore incidenza di turisti stranieri è stata registrata a Malta, dove il 93,3% dei pernottamenti è riconducibile a visitatori internazionali. Seguono Cipro con l’85,6% e il Lussemburgo con l’85,1%, confermando la forte vocazione internazionale di questi mercati.
All’estremo opposto si collocano alcuni dei principali Paesi dell’Europa continentale, caratterizzati da una domanda interna particolarmente rilevante. In Germania, infatti, i visitatori stranieri hanno rappresentato soltanto il 19,9% dei pernottamenti complessivi, mentre in Polonia la quota si è attestata al 20,2% e in Romania al 22,4%.
L’andamento positivo del trimestre è stato sostenuto sia dalla componente internazionale sia da quella domestica. Rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, i pernottamenti dei visitatori stranieri sono aumentati del 5,5%, mentre quelli dei turisti nazionali hanno registrato una crescita più contenuta, pari all’1,7%.
Tra i Paesi che hanno beneficiato maggiormente dell’aumento dei flussi internazionali spicca ancora una volta l’Irlanda, con un incremento del 42,3% dei pernottamenti da parte di visitatori stranieri. Seguono la Lituania, che nonostante il calo complessivo ha registrato un aumento del 24,1% della componente internazionale, e la Slovacchia, con una crescita del 15,4%.
Sul fronte opposto, le diminuzioni più significative dei pernottamenti di turisti stranieri sono state registrate in Lettonia (-7,5%), Bulgaria (-4,3%) e Belgio (-4,0%), evidenziando come il recupero del turismo internazionale continui a procedere a velocità differenti all’interno dell’Unione europea.
