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Tutela agroalimentare, via libera alla legge: più trasparenza, tracciabilità e sanzioni contro le frodi

Via libera definitivo del Parlamento al Ddl sulla tutela agroalimentare, fortemente voluto dal ministro Francesco Lollobrigida. La nuova legge punta a rafforzare trasparenza, tracciabilità e sicurezza alimentare, introducendo strumenti più incisivi contro frodi e contraffazioni lungo tutta la filiera.

Il provvedimento, approvato dalla Camera con 154 voti favorevoli, rappresenta un tassello chiave della strategia del Governo per proteggere il valore del Made in Italy e garantire condizioni di concorrenza più eque tra le imprese.

Nuovi reati e sanzioni

La riforma introduce nel Codice penale nuove fattispecie, frode alimentare, per chi vende prodotti non genuini o con origine falsa, commercio di alimenti con segni mendaci, per pratiche ingannevoli su qualità e quantità

Previste inoltre aggravanti come Agropirateria (attività organizzata), Grandi quantità, Falso biologico

Le pene aumentano fino a un terzo nei casi più gravi. Rafforzate anche le sanzioni per la contraffazione delle indicazioni geografiche, con reclusione fino a 4 anni e multe fino a 50mila euro.

Multe legate al fatturato

Una delle novità principali riguarda le sanzioni proporzionate al fatturato delle imprese, per renderle realmente dissuasive. Superato così il sistema precedente, che spesso penalizzava allo stesso modo piccole aziende e grandi gruppi.

Introdotta anche la confisca obbligatoria dei beni utilizzati per commettere i reati e la possibilità di destinare i prodotti sequestrati, se commestibili, a enti caritatevoli.

Controlli più efficienti e filiere tracciate

La legge istituisce una cabina di regia nazionale per coordinare i controlli ed evitare sovrapposizioni tra autorità. Obiettivo: rendere più efficiente il sistema ispettivo e migliorare il monitoraggio della filiera.

Focus anche sulla filiera bufalina, con una piattaforma digitale per tracciare produzione e movimentazione del latte e prevenire frodi.

Tutela dei consumatori e chiarezza sulle etichette

Tra le misure, anche lo stop all’uso improprio del termine “latte” per prodotti vegetali, salvo indicazioni chiare, con sanzioni fino al 3% del fatturato.

Interventi anche nel settore pesca, con un sistema sanzionatorio più proporzionato all’impatto ambientale e alla quantità del pescato.

Il commento

“Più trasparenza, più tracciabilità, più salute”, ha dichiarato Lollobrigida, sottolineando come “la norma, rimasta ferma per oltre un decennio, rappresenti oggi un passo decisivo per la tutela del patrimonio agroalimentare italiano” “Una riforma che mira a rafforzare la fiducia dei consumatori e a difendere uno dei pilastri dell’economia nazionale sui mercati globali” ha concluso il ministro.

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