L’operazione ha previsto un bond triennale da 6 miliardi di euro, con scadenza il 12 marzo 2030, e un titolo trentennale da 5 miliardi, con scadenza il 12 ottobre 2056.
Le due emissioni sono state prezzate prendendo come riferimento la curva dei bond dell’Ue, in un contesto di crescente liquidità del mercato. Per il titolo triennale la cedola è stata fissata al 3,375%, con un rendimento di riofferta del 3,495% e un prezzo di 99,629%. La domanda ha superato i 72 miliardi di euro, pari a oltre 12 volte l’importo offerto.
Il bond trentennale presenta invece una cedola del 4,5% e un rendimento di riofferta del 4,541%, corrispondente a un prezzo di 99,329%. Anche in questo caso l’interesse degli investitori è risultato particolarmente elevato, con un portafoglio ordini finale superiore a 80 miliardi di euro, oltre 16 volte l’ammontare dell’emissione.
La nuova operazione rientra nel programma di finanziamento dell’Ue, che prevede per la seconda metà del 2026 una raccolta complessiva di 80 miliardi di euro. Le risorse ottenute attraverso le emissioni obbligazionarie vengono destinate al finanziamento delle principali priorità dell’Unione, dal rafforzamento della competitività e della resilienza europea al sostegno all’Ucraina e agli investimenti strategici nel settore della difesa.
Con la nuova raccolta, il debito complessivo dell’Ue in essere sale a circa 849,27 miliardi di euro. Di questi, 43,9 miliardi sono rappresentati da buoni dell’Ue, mentre 84,3 miliardi corrispondono a obbligazioni verdi nell’ambito di NextGenerationEu.
L’operazione è stata coordinata da Barclays, Cacib, Citi, Dz Bank e Jp Morgan in qualità di lead manager congiunti, mentre Commerzbank, Intesa, Kbc, Lbbw e Pireo hanno partecipato come co-leader.
