Secondo i dati europei, negli ultimi 11 anni il tasso di occupazione dei neolaureati è aumentato complessivamente di 7,5 punti percentuali, confermando una progressiva crescita dell’inserimento dei giovani nel mercato del lavoro.
Il livello di istruzione continua a rappresentare un fattore decisivo: nel 2025 il tasso di occupazione dei giovani con istruzione terziaria si è attestato all’87%, quasi 10 punti percentuali in più rispetto ai giovani con un livello di istruzione medio, fermi al 77,2%.
Tra gli Stati membri, il primato spetta a Malta, con un tasso di occupazione dei neolaureati pari al 91%, seguita da Germania (90,6%) e Paesi Bassi (90,1%).
All’estremo opposto della graduatoria si trovano Grecia (62,4%), Italia (71,8%) e Romania (72,7%), che registrano i livelli più bassi di occupazione tra i giovani recentemente formati.
Differenze di genere: uomini più occupati delle donne
A livello europeo permane una differenza tra uomini e donne: il tasso di occupazione dei neolaureati uomini è pari all’84,4%, contro l’81,5% delle donne.
Per gli uomini i valori più elevati si registrano in Repubblica Ceca (92,4%), Paesi Bassi (92,1%) e Germania (92%), mentre i livelli più bassi sono rilevati in Grecia (56,8%), Italia (73,3%) e Romania (74,9%).
Tra le donne, i risultati migliori appartengono a Malta (90,5%), Germania (89%) e Austria (88,8%). Le percentuali più basse si registrano invece in Grecia (68,6%), Italia (70,2%) e Romania (70,3%).
Nel complesso, in 18 Paesi dell’Ue il tasso di occupazione dei neolaureati è più alto tra gli uomini rispetto alle donne. I divari più ampi si registrano in Repubblica Ceca (+12,2 punti percentuali), Lettonia (+10,3 pp) e Slovenia (+6,3 pp).
Nei Paesi dove invece l’occupazione femminile supera quella maschile, le differenze maggiori si osservano in Grecia (+11,8 pp), Estonia (+5,0 pp) e Finlandia (+4,4 pp).
