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Ue, raddoppiano in sei anni i consumi energetici per il raffreddamento delle abitazioni

L’incremento è stato pressoché costante nell’arco degli ultimi sei anni. Le uniche eccezioni sono rappresentate dal 2020 e dal 2023, quando i consumi hanno registrato una lieve flessione rispetto all’anno precedente, rispettivamente del 2,5% e dell’1,9%.

In termini assoluti, l’Italia si conferma il Paese europeo con il maggiore consumo energetico per il raffrescamento domestico, con 26.300 terajoule, seguita da Spagna e Grecia, rispettivamente con 14.300 e 11.900 terajoule.

Se si considera invece il peso del raffreddamento sul consumo energetico complessivo delle famiglie, il primato spetta a Cipro e Malta, dove l’energia destinata alla climatizzazione rappresenta rispettivamente il 16% e il 15% dei consumi finali domestici. Seguono la Grecia, con una quota del 7,4%, mentre in Spagna e in Italia il raffrescamento incide in misura più contenuta, pari rispettivamente al 2,5% e al 2,3%.

I dati confermano come il cambiamento climatico stia modificando la domanda energetica delle famiglie europee, rendendo il raffrescamento degli edifici una componente sempre più rilevante dei consumi e rafforzando la necessità di investire in efficienza energetica, tecnologie di climatizzazione a basso consumo e soluzioni edilizie in grado di limitare il fabbisogno di raffreddamento.

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