Le risorse saranno destinate al sostegno dell’Ucraina, rafforzando il meccanismo europeo di assistenza finanziaria e militare a Kiev.
Si tratta della quinta tranche di proventi trasferita all’Ue, dopo quella erogata nel marzo 2026, e riguarda gli interessi maturati nel primo semestre dell’anno. Dall’introduzione delle sanzioni, le attività russe congelate hanno generato complessivamente 8 miliardi di euro di utili straordinari.
I fondi derivano dagli interessi maturati sulle attività della Banca centrale di Russia detenute presso i depositari centrali di titoli europei. Pur rimanendo congelati i capitali originari, gli interessi generati non appartengono alla Russia e, su proposta della Commissione europea e dell’Alto rappresentante, il Consiglio dell’Unione europea ha stabilito che tali utili vengano destinati al sostegno dell’Ucraina.
La quota prevalente delle risorse sarà impiegata attraverso il Meccanismo di cooperazione per i prestiti all’Ucraina (Ukraine Loan Cooperation Mechanism – Ulcm), che sostiene il rimborso dell’assistenza macrofinanziaria europea concessa nel 2025 e dei finanziamenti erogati dai Paesi del G7 nell’ambito dell’iniziativa Extraordinary Revenue Acceleration (Era) Loans. La restante parte sarà invece destinata allo Strumento europeo per la pace (European Peace Facility – Epf), che finanzia il sostegno alle capacità militari e di difesa di Kiev.
“La Russia deve pagare per la distruzione che ha causato. Stiamo utilizzando i proventi dei beni russi immobilizzati per garantire che ciò avvenga”, ha dichiarato la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, sottolineando che le nuove risorse contribuiranno a sostenere la resistenza dell’Ucraina contro l’aggressione russa.
