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Ue rimuove esenzione sui piccoli pacchi e introduce nuovo dazio sul commercio elettronico

La misura contribuirà a garantire condizioni eque per le imprese dell’Ue e scelte sicure per i consumatori, in risposta all’impennata di miliardi di beni di commercio elettronico di basso valore che entrano nell’Ue. Le merci provenienti da paesi terzi acquistate online e spedite direttamente ai consumatori pagheranno ora un dazio doganale di 3  Euro per articolo.

L’esenzione dai dazi doganali di 150 Euro è stata concepita per un’era di acquisti online occasionali e di sistemi doganali meno digitalizzati. Ciò non corrisponde più alla realtà e la sua rimozione corregge uno squilibrio strutturale di lunga data per le imprese dell’Ue. In tutta

Europa, le strade cittadine stanno diventando sempre più deserte, minando le opportunità di lavoro locali e indebolendo la vita della comunità. Da un punto di vista ambientale, il modello di e-commerce veloce contribuisce ai rifiuti di imballaggio e alla logistica pesante in termini di emissioni di carbonio, con ritorni frequenti e spedizioni a lunga distanza che raddoppiano l’inquinamento dei trasporti.

Questa misura ripristina l’equità tra gli importatori, garantendo che i dettaglianti dell’Ue che importano alla rinfusa e gli operatori online su larga scala di paesi terzi competano alle stesse condizioni normative.

I consumatori europei non sono responsabili del pagamento dei dazi alle autorità doganali.

I dazi sono riscossi dalle autorità doganali dalle piattaforme o da qualsiasi altra attività coinvolta nella vendita e nel trasporto delle merci importate. I consumatori che acquistano online sono quindi risparmiati dal pagamento aggiuntivo alla consegna.

La rapida crescita del commercio elettronico ha anche comportato maggiori rischi per i consumatori. Un’indagine condotta a livello dell’Ue nel 2025 ha rilevato che oltre il 60 % delle merci di basso valore che entrano nell’Ue non è conforme ai requisiti dei prodotti o alle norme di sicurezza. Ciò significa che possono contenere ingredienti tossici o essere etichettati in modo errato, mettendo i consumatori in pericolo.

La nuova misura introduce anche la necessità di dichiarare gli identificatori del prodotto (Pid).  L’inclusione dei Pid migliora le procedure di gestione e controllo dei rischi, contribuendo a far rispettare divieti e restrizioni. Ciò aiuterà le autorità a individuare in modo più efficace le merci non conformi e ad ampliare i controlli al di là delle singole spedizioni, al fine di coprire tutti gli articoli che presentano rischi simili. Ciò si è applicata su base volontaria a decorrere dal 1° luglio 2026 e diventerà obbligatorio a decorrere dal novembre 2026.

Il tasso di 3 Euro è una soluzione transitoria, concordata dagli Stati membri dell’Ue, quale risposta urgente alle sfide derivanti dalla rapida crescita del commercio elettronico. Dal luglio 2028 il centro doganale digitale dell’Ue diventerà operativo, applicando i normali dazi doganali in base alla classificazione tariffaria, all’origine e al valore delle merci, conformemente alle norme vigenti/standard dell’Ue in materia di dazi doganali.

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