Un’iniziativa che punta a consolidarsi come spazio di confronto pubblico, istituzionale e civile su una delle principali questioni sociali ed economiche del nostro tempo.
La presidente della Regione Umbria Stefania Proietti ha sottolineato come il Festival rappresenti un luogo di elaborazione collettiva in cui la parità di genere viene intesa come pratica quotidiana e trasversale: dalle istituzioni al lavoro, dalla scuola alla ricerca, fino all’impresa e ai linguaggi della vita sociale. L’obiettivo dichiarato è quello di superare la dimensione simbolica del tema per trasformarlo in un elemento strutturale delle politiche pubbliche.
Il Festival, promosso dall’Associazione Intersezioni Ets, torna dopo la prima edizione con un programma ampliato che prevede circa sessanta eventi e oltre duecento relatori. L’iniziativa coinvolgerà le città di Perugia, Terni e Foligno e proporrà panel, workshop, incontri, laboratori, lezioni universitarie aperte, mostre, spettacoli teatrali, musica e attività culturali, tutti a ingresso libero. Il progetto si pone l’obiettivo di affrontare temi come stereotipi, disuguaglianze, violenza di genere e inclusione sociale, promuovendo nuovi modelli culturali ed economici.
La presidente Proietti ha evidenziato come il programma del Festival intrecci ambiti differenti, dall’economia alla scienza, dall’innovazione tecnologica alle politiche sociali, sottolineando che la parità di genere non rappresenta un settore separato ma una condizione trasversale dello sviluppo democratico e sostenibile.
Nel corso della conferenza è stato richiamato anche il tema della partecipazione femminile nelle istituzioni, con particolare riferimento alla presenza di figure apicali femminili nella Regione Umbria, considerata un segnale significativo ma non sufficiente a colmare le disuguaglianze ancora presenti nel mondo del lavoro, nella distribuzione del lavoro di cura, nelle carriere e nella parità salariale.
L’assessora regionale alle Pari Opportunità Simona Meloni ha inoltre annunciato il lavoro in corso su una proposta normativa sull’educazione affettiva, in continuità con le politiche regionali già avviate in materia di pari opportunità e contrasto alle discriminazioni.
Secondo la presidente dell’Assemblea legislativa Bistocchi, la parità di genere resta un elemento imprescindibile per la costruzione di una società più equa, soprattutto sul piano dell’accesso al lavoro, della conciliazione tra vita privata e professionale e del superamento delle discriminazioni nei percorsi di carriera.
Il vicepresidente Bori ha invece richiamato la dimensione culturale delle disuguaglianze, evidenziando come esse si manifestino anche nella sfera privata e familiare, con effetti diretti sulla partecipazione sociale ed economica delle donne, in particolare rispetto al lavoro di cura.
Un ruolo centrale è stato attribuito anche alla Camera di Commercio dell’Umbria, che ha sottolineato l’importanza della certificazione della parità di genere e dei modelli di impresa orientati alla sostenibilità sociale e all’inclusione.
In chiusura, la coordinatrice del Festival Giuseppina Bonerba ha definito la seconda edizione un’evoluzione significativa del progetto, grazie al rafforzamento della rete istituzionale e alla dimensione sempre più internazionale dell’iniziativa, che punta a trasformare il Festival in un laboratorio permanente di confronto e innovazione culturale.
