Il volume di Vittorio Amato, Adnkronos e Giovanni Lamberti, Agi , edito dalla casa editrice Marlin, ‘Una battuta, presidente’ sta avendo un impatto mediatico di sicuro interesse. Il nome di Berlusconi riesce a fare notizia, sempre. Se poi il racconto è curato da due cronisti parlamentari che, attraverso i loro occhi, hanno testimoniato il ventennio del Presidente, diventa un mix vincente.
A via del Plebiscito è passato tutto il mondo. Per oltre vent’anni palazzo Grazioli, e non palazzo Chigi, è stato il centro del potere in Italia. Dal marciapiede della residenza romana di Silvio Berlusconi i due cronisti parlamentari hanno seguito ogni movimento del leader di Forza Italia.
E, a sei mesi dall’addio del fondatore di Forza Italia, al Senato, in Sala Nassirya, è stato presentato il libro ‘Una battuta, presidente’ scritto a quattro mani da “i ragazzi delle fioriere”, come, in gergo, erano chiamati i cronisti che si appostavano di fronte a Palazzo Grazioli, lo stile del volume è asciutto, da cronista che racconta i fatti e questo rende particolare il racconto. “Noi eravamo lì h 24 – dice Amato (Vam, questa la sua sigla nell’agenzia)- siamo stati lì con la lente del cronista da marciapiede, un mestiere in via di estinzione”. “Sempre nascosti dietro queste fioriere – dice il giornalista parlamentare – per avere una mezza notizia siamo arrivati quasi alle mani tra di noi” – conferma Gil (Giovanni Lamberti) quelle raccontate sono pillole di storia”.
Il libro che narra una versione inedita dell’uomo più raccontato d’Italia, chiude con una frase affidata alle parole del Cavaliere: “Cribbio, questo è il mio funerale e non sono nemmeno in prima fila”.
Link per ascoltare il podcast dell’autore: https://relazioninternazionali-tribuna.com/una-battuta-presidente-berlusconi-la-stagione-di-via-del-plebiscito-raccontata-dai-ragazzi-delle-fioriere-2/
L.R.
