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Unesco, l’Italia sale a 62 siti Patrimonio dell’Umanità con l’aggiunta dei teatri condominiali

Il nuovo riconoscimento valorizza un modello architettonico, culturale e sociale sviluppatosi tra il XVIII e il XIX secolo nei borghi dell’Italia centrale, caratterizzato dalla proprietà condivisa e dalla gestione collettiva dei teatri, che hanno favorito per oltre due secoli la diffusione della cultura, dello spettacolo dal vivo e la coesione delle comunità locali.

Il ministro degli Affari Esteri Antonio Tajani ha definito il riconoscimento una conferma del valore universale del patrimonio culturale nazionale, sottolineando come la cultura rappresenti una risorsa strategica per l’identità del Paese, uno strumento di diplomazia culturale e un elemento centrale della proiezione internazionale dell’Italia.

La candidatura è stata promossa dalla Regione Marche, con il coordinamento tecnico-scientifico del Ministero della Cultura e la partecipazione delle Regioni Umbria ed Emilia-Romagna.

Il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale ha sostenuto il percorso di candidatura nell’ambito della strategia di diplomazia culturale, curando i rapporti con l’Unesco e seguendo l’iter del dossier nelle sedi internazionali competenti.

Con il nuovo inserimento nella Lista del Patrimonio Mondiale, l’Italia consolida la propria leadership globale nel settore del patrimonio culturale, rafforzando un asset strategico per il turismo, la valorizzazione dei territori e la promozione dell’immagine del Paese a livello internazionale.

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