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Operazione che segna un passaggio rilevante nell’evoluzione delle infrastrutture di mercato verso l’adozione della blockchain come registro nativo per strumenti finanziari digitali, in un contesto in cui la tokenizzazione dei Real World Assets (Rwa) sta progressivamente ridefinendo i modelli di emissione, gestione e regolamento degli asset.

Secondo le stime richiamate nell’operazione, il mercato globale della on-chain finance potrebbe raggiungere circa 18mila miliardi di euro entro il 2033, spinto dall’adozione crescente di soluzioni basate su registri distribuiti e dalla ricerca di maggiore efficienza nei processi di settlement e trasparenza operativa.

In Europa, lo sviluppo del settore è sostenuto da un quadro regolamentare in evoluzione, che include il Dlt Pilot Regime e il regolamento MiCar, oltre ai progetti infrastrutturali promossi dalla European Central Bank come Pontes e Appia, finalizzati a esplorare l’integrazione della tecnologia Dlt nei mercati dei capitali.

La collaborazione tra UniCredit e BlockInvest non è nuova: le due realtà hanno già realizzato operazioni sperimentali nel segmento degli strumenti digitali, tra cui il primo minibond nativo digitale e una nota strutturata tokenizzata su blockchain pubblica destinata al segmento wealth. Queste operazioni hanno evidenziato potenziali vantaggi in termini di riduzione dei tempi di regolamento e tracciabilità avanzata delle transazioni rispetto ai sistemi tradizionali.

Con questo investimento, UniCredit punta a rafforzare le proprie competenze negli asset digitali, con l’obiettivo di estendere progressivamente l’utilizzo di soluzioni tokenizzate nei principali mercati in cui opera il gruppo. BlockInvest, dal canto suo, mira a posizionarsi come infrastruttura di riferimento per l’interoperabilità dei digital assets in Europa, facilitando l’accesso al mondo Web3 per istituzioni finanziarie ed emittenti.

“L’ingresso di UniCredit nel nostro capitale è il riconoscimento di un percorso di crescita rigoroso e ambizioso”, ha dichiarato il Ceo e co-fondatore Lorenzo Rigatti, sottolineando come la tecnologia stia diventando sempre più il cuore strutturale dei mercati finanziari e non un semplice supporto operativo.

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