Lo ha stabilito Ui GreenMetric 2026, il ranking elaborato dall’Universitas Indonesia che quest’anno prende in esame 2.016 istituzioni di 110 Paesi. UniTo si posiziona all’11° posto mondiale, mentre PoliTo è 13°, con entrambi gli atenei in miglioramento rispetto all’edizione precedente, quando occupavano rispettivamente il 13° e il 18° posto. In Italia e nell’Europa meridionale, l’Università di Torino è seconda e il Politecnico terzo, alle spalle dell’Università di Bologna, nona nella graduatoria globale.
Il risultato riflette un sistema di valutazione che considera non soltanto le caratteristiche dei campus, ma anche le politiche e le performance di sostenibilità degli atenei. Il ranking analizza infrastrutture, consumi energetici, cambiamento climatico, gestione dell’acqua e dei rifiuti, mobilità, ricerca, didattica e terza missione. Nell’edizione 2026 è stata inoltre introdotta la categoria Governance and Digitalization, dedicata alla capacità delle università di organizzare, monitorare e rendere misurabili nel tempo le proprie strategie di sostenibilità.
Particolarmente significativo è il risultato dell’Università di Torino nell’area Energy and Climate Change, dove l’ateneo conquista il terzo posto mondiale. La valutazione considera, tra gli altri aspetti, i consumi elettrici, l’efficienza energetica degli edifici e delle apparecchiature, la produzione di energia da fonti rinnovabili e le iniziative per ridurre le emissioni di gas serra. UniTo è inoltre prima in Italia nella categoria Water, relativa alla gestione e alla conservazione delle risorse idriche.
Il Politecnico di Torino raggiunge invece il secondo posto mondiale nella nuova categoria Governance and Digitalization, che amplia la valutazione della sostenibilità alla dimensione organizzativa e digitale. Al centro ci sono la capacità di monitorare gli interventi, misurarne gli effetti, comunicare i risultati e integrare la sostenibilità nei processi decisionali dell’istituzione.
La presenza italiana nel ranking resta significativa, con sette università tra le prime cento al mondo. Oltre a Bologna, Torino e ai due atenei torinesi, figurano la Luiss al 14° posto, l’Università dell’Aquila al 30°, l’Università di Camerino all’80° e l’Università Politecnica delle Marche all’82°.
Un risultato che si inserisce anche nel percorso della Rete delle Università per lo Sviluppo sostenibile (Rus), che favorisce il confronto tra gli atenei e la diffusione di buone pratiche.
Per gli atenei torinesi, il posizionamento internazionale rappresenta quindi la fotografia di un percorso che lega sostenibilità, innovazione, ricerca e gestione delle infrastrutture. L’obiettivo indicato dai due atenei è proseguire sulla strada della misurazione degli impatti e dell’integrazione della sostenibilità nelle decisioni, utilizzando anche i risultati ottenuti per rafforzare il rapporto con il territorio e contribuire alla diffusione di soluzioni applicabili alle trasformazioni ambientali e sociali.
