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Università Statale di Milano, oltre il 95% dei dottori di ricerca trova lavoro entro un anno

Secondo le indagini AlmaLaurea 2026 dedicate al profilo e alla condizione occupazionale dei dottori di ricerca, oltre il 95% dei PhD dell’Ateneo risulta occupato a un anno dal conseguimento del titolo, una percentuale superiore alla media nazionale.

L’indagine evidenzia anche un tasso di disoccupazione inferiore rispetto al dato italiano e una forte coerenza tra il percorso formativo e gli sbocchi professionali. La quasi totalità degli occupati svolge infatti professioni ad alta qualificazione, mentre la ricerca universitaria rappresenta il principale ambito di inserimento.

Il settore pubblico continua a essere il principale datore di lavoro dei dottori di ricerca della Statale, ma cresce anche il peso delle opportunità offerte dal settore privato e dal non profit, con valori superiori alla media nazionale. Elevato anche il livello di soddisfazione rispetto all’utilità del percorso di dottorato nello svolgimento dell’attività professionale.

Sul fronte del profilo dei laureati, emerge un’età media al conseguimento del titolo inferiore rispetto alla media italiana, un dato che riflette tempi di formazione più contenuti. Le donne rappresentano oltre la metà dei dottori di ricerca e più della metà dei percorsi riguarda le discipline Stem, confermando la forte specializzazione scientifica dell’Ateneo.

Tra gli elementi distintivi figura anche la vocazione internazionale dei percorsi dottorali. Più della metà dei dottori di ricerca ha svolto un periodo di studio o ricerca all’estero, beneficiando nella maggior parte dei casi degli strumenti di sostegno economico previsti per la mobilità internazionale.

L’indagine evidenzia inoltre un ampio ricorso alle borse di dottorato, che hanno accompagnato la quasi totalità dei percorsi finanziati, a conferma del ruolo centrale delle misure di sostegno nella formazione avanzata.

Per rafforzare ulteriormente l’attrattività del dottorato, l’Università degli Studi di Milano ha annunciato che, a partire dall’anno accademico 2026-2027, aumenterà sia l’importo della borsa di dottorato sia il budget individuale destinato alle attività di ricerca, con l’obiettivo di offrire maggiori risorse ai giovani ricercatori e sostenere lo sviluppo delle attività scientifiche in Italia e all’estero.

 

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