Samantha Cristoforetti è intervenuta per UniStem Day, la giornata dedicata a studentesse e studenti delle scuole superiori, volta a stimolare curiosità, scoperta e confronto nella ricerca scientifica. Venerdì 20 marzo l’aula magna del Polo Zanotto ha accolto alunni di nove scuole superiori, che hanno ascoltato il racconto della vita sulla Stazione Spaziale Internazionale e l’esperienza nello spazio dell’astronauta.
In occasione di Università svelate, oltre a UniStem Day, l’ateneo di Verona ha promosso visite guidate, laboratori aperti agli studenti e l’incontro con il poeta Gian Mario Villalta, che ha tenuto una Lectio magistralis dal titolo “Poesia e voce”, realizzata in collaborazione con il Museo del Contemporaneo e inserita nel progetto Leggere la poesia contemporanea del Dipartimento di Culture e Civiltà.
La giornata è proseguita con le relazioni dei docenti Nicola Frison, Alberto Castellini, Michele Ginesi, Valentina Cavedon e Francesca Ciarpella, che hanno presentato agli studenti le loro ricerche scientifiche in campi come informatica, neuroscienze, matematica, scienze motorie e biotecnologie, illustrando il significato dell’essere scienziati e promuovendo la cultura della ricerca.
UniStem Day, giunto alla 18esima edizione, è un’iniziativa internazionale di divulgazione scientifica dedicata all’apprendimento, alla scoperta e all’innovazione, ideata dal Centro UniStem dell’Università Statale di Milano e oggi coinvolge circa 100 atenei e centri di ricerca in Europa, con oltre 30.000 studenti. All’organizzazione dell’evento dell’Università di Verona hanno contribuito i dipartimenti di Informatica, Biotecnologie, Ingegneria Biomedica e Diagnostica e Sanità Pubblica.
UniStem 2026 si è concentrato sulla scoperta dello spazio e sulla possibilità per l’uomo di esplorarlo e comprenderlo. “Per noi UniStem rappresenta un’occasione straordinaria per avvicinare i giovani al mondo della ricerca, stimolarne la curiosità e aiutarli a confrontarsi con temi che possano ispirarli in un momento cruciale delle loro scelte formative”, ha spiegato Ilaria Decimo, coordinatrice dell’evento e docente di Farmacologia. “Tra i giovani emerge il fascino verso lo spazio e la possibilità di esplorarlo, e in questo senso rappresenta la massima espressione di cosa vuol dire fare ricerca e spingersi oltre il conosciuto. Per questo motivo, è stato per noi un grandissimo onore accogliere Samantha Cristoforetti, per raccontare ai ragazzi cosa significhi fare scienza nello spazio e incoraggiare le giovani studentesse a intraprendere percorsi Stem”.
Dopo i saluti istituzionali del delegato alla Valorizzazione delle conoscenze Matteo Ballottari, gli studenti hanno ascoltato l’intervento di Cristoforetti, che ha sottolineato come “il fascino dello spazio possa avvicinare i giovani alla scienza e alla tecnologia. Ho voluto raccontare la mia esperienza, mettendo in luce il lavoro di squadra: dietro un’astronauta ci sono molte altre professionalità. È importante trovare la propria strada, costruirsi competenze solide e cogliere le occasioni che arrivano. Anche se percorsi particolari come il mio possono sembrare deterministici, c’è sempre il fattore caso: bisogna essere pronti ad aggiustare il tiro”.
