È quanto emerge dal Primo Rapporto Censis-United sulla didattica digitale, realizzato su un campione di 3.993 laureati delle sette università telematiche associate a United.
Secondo lo studio, l’86,8% dei laureati ritiene che gli atenei digitali siano maggiormente in grado di rispondere alle nuove esigenze tecnologiche della società contemporanea, mentre l’82,7% riconosce il loro contributo alla formazione permanente e all’aggiornamento delle competenze professionali.
Per l’81,6% degli intervistati, il modello telematico e quello tradizionale rappresentano realtà complementari, capaci di ampliare l’offerta formativa e rispondere a bisogni sempre più diversificati.
Nell’anno accademico 2024/2025 gli studenti iscritti agli atenei telematici hanno superato quota 309 mila, pari al 15,3% del totale degli universitari italiani, rispetto al 3,2% di dieci anni prima.
In un decennio gli iscritti alle università online sono cresciuti di quasi il 470%, mentre il numero dei laureati è aumentato di oltre l’860%, arrivando a rappresentare il 18% del totale dei laureati italiani.
La crescita riflette una domanda sempre maggiore di percorsi formativi più flessibili, personalizzabili e compatibili con lavoro, famiglia e nuove esigenze professionali.
Per il 45,1% dei laureati intervistati, senza la possibilità di frequentare un’università telematica il conseguimento della laurea sarebbe stato molto probabilmente impossibile, mentre il 39,4% ritiene che avrebbe raggiunto il titolo solo con tempi più lunghi.
La didattica digitale risulta particolarmente importante per chi proviene da percorsi di istruzione tecnica e professionale, per chi ha responsabilità familiari e per gli studenti residenti nel Mezzogiorno: oltre il 51% degli intervistati risiedeva infatti nel Sud Italia al momento dell’iscrizione.
Il giudizio sull’esperienza universitaria è positivo: oltre 9 laureati su 10 si dichiarano soddisfatti del percorso svolto. Tra gli aspetti più apprezzati emergono la possibilità di conciliare studio, lavoro e vita personale (82,5%) e l’autonomia nella gestione dell’apprendimento.
La motivazione principale nella scelta di un ateneo telematico resta la possibilità di conciliare studio e lavoro (73,7%), seguita dalla gestione dei tempi familiari (55,5%).
Molto positivi anche i giudizi sulle tecnologie utilizzate: oltre il 96% degli intervistati considera facilmente accessibili i materiali online e intuitive le piattaforme di e-learning. Il 78,4% valuta positivamente strumenti innovativi come intelligenza artificiale, ambienti immersivi e laboratori virtuali.
Il rapporto evidenzia inoltre una percezione positiva dell’utilità professionale della formazione acquisita: tra chi ha trovato o cambiato lavoro entro un anno dalla laurea, il 79,1% considera il titolo utile nel percorso occupazionale.
Resta tuttavia una sfida aperta: il 57,2% degli intervistati ritiene che le lauree telematiche non siano ancora pienamente valorizzate dal mercato del lavoro.
La crescita del settore conferma una trasformazione strutturale del sistema universitario italiano, con la formazione digitale sempre più centrale per ampliare l’accesso agli studi, sostenere l’aggiornamento delle competenze e accompagnare l’evoluzione del mondo del lavoro.
