“Serve un cambio di passo a Bruxelles, un’offensiva contro l’impostazione ideologica del Green Deal che sta condizionando la crescita e la competitività del continente. Serve agire ora”, ha dichiarato Urso, sottolineando la posizione italiana a favore di una transizione verde compatibile con la crescita economica. “Solo con politiche industriali concrete, che valorizzino la neutralità tecnologica e le specificità produttive dei singoli Paesi, l’Europa potrà competere a livello globale”, ha aggiunto il ministro.
Il calendario degli incontri prevede a Bruxelles un confronto con la vicepresidente Henna Virkkunen (transizione digitale, Ia e semiconduttori), con il vicepresidente Raffaele Fitto (Pnrr e sviluppo industriale), con il commissario Andrius Kubilius (Difesa e Spazio) e con il vicepresidente Stéphane Séjourné (Industria e Pmi). In chiusura, un faccia a faccia con Wopke Hoekstra, vicepresidente per il Clima, per disutere di decarbonizzazione, Cbam e sistema Ets.
Gli incontri proseguiranno a Roma, dove Urso riceverà Maroš Šefčovič, vicepresidente della Commissione europea, per approfondire i temi di competitività industriale, commercio internazionale e tutela delle imprese europee.
La missione del ministro segue il Consiglio europeo della scorsa settimana, che ha segnato un passo avanti nelle politiche comuni su transizione verde e competitività. L’Italia, con la premier Giorgia Meloni, ha ribadito la necessità di un approccio “pragmatico e tecnologicamente neutrale”, in linea con il documento italo-tedesco firmato il 6 ottobre dal Mimit e dal ministero dell’Economia e dell’Energia di Berlino. Una posizione condivisa da un numero crescente di Paesi europei e sostenuta dalle principali associazioni industriali, che si riuniranno a novembre a Roma nella Trilaterale Italia-Francia-Germania promossa da Confindustria
Urso ha accolto positivamente le recenti aperture della presidente della Commissione, Ursula von der Leyen, sulla revisione degli standard di emissione di CO₂ per le auto: “Finalmente ci danno ragione – ha commentato – è un passo verso una politica più pragmatica e sostenibile”.

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