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Urso: “L’Europa cambi subito o sarà un deserto industriale”

Nuovo richiamo alla Commissione europea da parte del ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso, intervenuto alla Sesta riunione dell’Alleanza delle industrie energivore e al Consiglio Competitività a Bruxelles, con un duro monito sulla politica industriale dell’Unione.

Secondo Urso, l’Europa si trova in una fase critica in cui regole e strumenti normativi non sono più adeguati al contesto globale, al punto da rendere necessaria una revisione profonda di strumenti come Ets, Cbam e regolazione sulle emissioni di Co dei veicoli, oltre all’introduzione dell’Industrial Accelerator Act e di nuovi pacchetti di semplificazione.

“L’Europa ha tanti orologi ma non ha più tempo”, ha dichiarato il ministro, criticando quello che definisce un approccio “ideologico” alla politica industriale ed energetica. Nel suo intervento, Urso ha sottolineato come la combinazione tra costi energetici elevati, concorrenza internazionale e rigidità normativa stia mettendo sotto pressione la competitività del sistema produttivo europeo.

Il ministro ha inoltre rilanciato la richiesta di una revisione dell’Ets, già definito in passato “una tassa sulle imprese”, collegando il tema ai recenti shock geopolitici e all’impatto dei costi energetici sulle imprese europee.

Particolare attenzione è stata dedicata anche al settore manifatturiero, con riferimento alla crisi della filiera dell’elettrodomestico. Urso ha chiesto che il comparto venga riconosciuto come strategico a livello europeo, al pari dell’automotive, citando la necessità di un piano dedicato e di strumenti di sostegno agli investimenti produttivi, oltre all’estensione del Cbam lungo la filiera.

“Non possiamo aspettare il 2029 per l’Industrial Accelerator Act”, ha aggiunto il ministro, avvertendo che senza interventi rapidi l’Europa rischia una progressiva deindustrializzazione.

 

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