Secondo Citigroup la resilienza dell’Uruguay deriva da maggiore flessibilità della politica monetaria, minore esposizione ai sussidi energetici, adeguate riserve internazionali e una bilancia commerciale relativamente flessibile di fronte agli shock esterni. Lo riferisce l’Agenzia Ice di Buonos Aires.
Mentre il dollaro si è deprezzato globalmente, in Uruguay (insieme al Cile) il cambio della valuta statunitense è aumentato, migliorando temporaneamente la competitività del paese.
Nonostante questi punti di forza, l’analisi avverte che l’aumento dei prezzi dei prodotti energetici e dei fertilizzanti potrebbe spingere l’inflazione al rialzo, avvicinandosi al target del 4,5% fissato dalla Banca Centrale uruguaiana.
