Sono questi i temi al centro dell’Assemblea generale di Utilitalia “Le utility oltre il Pnrr”, che ha riunito a Roma imprese, istituzioni e stakeholder per successiva analizzare le prospettive di sviluppo dei comparti dell’acqua, dei rifiuti e dell’energia nella fase al Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza.
Negli ultimi anni il Pnrr ha rappresentato un’importante leva per il rilancio degli investimenti nei servizi pubblici locali, mobilitando complessivamente circa 24 miliardi di euro. Con la progressiva conclusione del Piano, emerge però la necessità di costruire un nuovo modello di investimento in grado di garantire continuità agli interventi avviati e rispondere alle esigenze infrastrutturali ancora presenti.
Secondo le analisi di Utilitalia, il fabbisogno complessivo di investimenti nei settori idrico, ambientale ed energetico ammonta a circa 19,5 miliardi di euro ogni anno, pari a 75-80 miliardi di euro entro il 2030.
Nel dettaglio, il fabbisogno riguarda 6 miliardi di euro annui per il settore idrico, 2 miliardi per il comparto dei rifiuti e 11,5 miliardi per il settore energetico. Risorse necessarie per modernizzare le infrastrutture, aumentare la resilienza dei territori e accompagnare la trasformazione dei servizi pubblici locali.
Il comparto delle utility rappresenta un elemento strategico dell’economia italiana: genera circa 37 miliardi di euro di valore aggiunto e garantisce occupazione a oltre 330 mila persone. La continuità degli investimenti può quindi contribuire a sostenere filiere industriali, innovazione e competitività nazionale.
In questa prospettiva Utilitalia propone l’introduzione di un basket bond di comparto, uno strumento finanziario finalizzato ad aggregare i fabbisogni di più imprese e sostenere programmi di investimento di medio-lungo periodo.
La proposta punta a favorire l’accesso delle utility al mercato dei capitali, ampliare le fonti di finanziamento disponibili e ridurre la dipendenza dal solo credito bancario, creando condizioni più favorevoli per la realizzazione di nuovi progetti infrastrutturali.
Il modello prevede il possibile coinvolgimento di investitori istituzionali e l’utilizzo di strumenti di garanzia pubblica, comprese le risorse delle politiche di coesione. Un sistema di garanzie di portafoglio potrebbe contribuire a ridurre il rischio per gli investitori, aumentare la capacità di finanziamento dei progetti e favorire la mobilitazione di capitali privati.
Il basket bond, sottolinea la Federazione, non intende sostituire il Pnrr, ma diventare uno strumento strutturale per sostenere nel tempo il nuovo ciclo di investimenti delle utility italiane.
Il Pnrr ha accelerato in modo decisivo gli investimenti nei servizi pubblici locali, ma non può esaurire il fabbisogno infrastrutturale del Paese – dichiara Luca Dal Fabbro, presidente di Utilitalia –. Serve un nuovo ciclo di investimenti stabile e duraturo, fondato su regole certe, procedure più rapide e strumenti finanziari capaci di accompagnare la crescita delle utility.”
“La sfida non è soltanto affrontare la fine dei fondi del Pnrr, ma costruire le condizioni per una crescita futura – conclude Dal Fabbro –. Il basket bond di comparto rappresenta una proposta concreta di politica industriale, capace di unire investimenti, innovazione e inclusione finanziaria.”
