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Vantaggi fiscali per investimenti, nuove opportunità in Croazia per le imprese italiane. Intervista all’Ambasciatore Paolo Trichilo

“Sto visitando, sin dal mio arrivo due anni fa a Zagabria, le imprese italiane basate su tutto il territorio della Croazia per conoscere le diverse esperienze imprenditoriali e fare una mappatura aggiornata. Posso affermare che chi ha compiuto investimenti produttivi non si è pentito e prosegue l’attività con soddisfazione” esodisce, nella nostra intervista, Paolo Trichilo, dal 2024 Ambasciatore d’Italia presso la Repubblica di Croazia, che aggiunge: “Il Paese è, inoltre, beneficiario di 10 miliardi di euro di finanziamenti provenienti dal  Pnrr che sta spendendo in maniera virtuosa. Ciò si traduce in opportunità per le aziende interessate al mercato croato”

Ambasciatore, i conflitti internazionali possono influire sulle relazioni economico-commerciali fra Italia e Croazia?

Le relazioni economico-commerciali bilaterali sono eccellenti, come testimonia l’andamento dello scambio che a fine 2025 si è attestato a quasi 8,5 mld euro (3,2% in più rispetto al 2024), confermando l’Italia come secondo partner commerciale della Croazia e tra i principali investitori.  Detto questo, sia l’Italia che la Croazia sono economie aperte, soggette quindi a possibili ripercussioni derivanti dalle complesse dinamiche geopolitiche a cui stiamo assistendo.

Esse sono seguite con la massima attenzione dai Governi di entrambi i Paesi, impegnati a adottare misure mirate a contenere l’impatto delle crisi internazionali sui rispettivi sistemi economici e sulle relazioni bilaterali.

Gli imprenditori italiani continuano ad investire nel Paese?

La Croazia continua a rappresentare una destinazione di interesse per le imprese italiane. Attualmente le nostre aziende (oltre 300 a capitale italiano o misto) sono presenti in settori di punta dell’economia croata, a cominciare dal settore bancario, nel quale la quota di mercato complessiva italiana è pari quasi al 50%.

Seguono i settori delle assicurazioni, energia, tessile, legno-arredo, metallurgia, turismo, servizi marittimi. Alla base della capacità del mercato croato di attrarre investimenti italiani ci sono vari fattori, a partire dalla vicinanza geografica, che in un momento di complessità geopolitica come quello attuale, costituisce un fattore determinante per le scelte strategiche aziendali. A ciò si aggiungono i vantaggi derivanti dalla comune appartenenza di Italia e Croazia all’Ue, all’Eurozona e allo Spazio Schengen, nonché un quadro macroeconomico stabile in Croazia, riconosciuto anche dalle principali agenzie, come testimonia la recente decisione di S&P di innalzare ad A il rating del Paese. Nondimeno, esistono margini per un ulteriore rafforzamento, specie in comparti ad elevato valore aggiunto (digitale, Ict, rinnovabili, infrastrutture),

Che ruolo svolge il Sistema Italia per dare man forte alle imprese italiane che sono insediate in Croazia?

Il “Sistema Italia” in Croazia è composto dall’Ambasciata e, in ambito economico e commerciale, dall’Ufficio Ice di Zagabria e dalla Camera di Commercio italo-croata (Ccic). Esso svolge una funzione di accompagnamento e raccordo per le imprese che già operano nel mercato, così come per quelle interessate ad investire, che si traduce in supporto informativo e tecnico, facilitazione nei contatti con le istituzioni e gli altri stakeholder, supporto nella partecipazione a fiere, eventi B2B, etc.

Numerose sono poi le iniziative di promozione integrata, organizzate dall’Ambasciata con il supporto di Ice, Ccic e Icc, volte a diffondere la conoscenza del “Made in Italy” in tutti i settori designati dal Maeci (es. cucina, moda, design, spazio, sport, ricerca scientifica, etc.) e che fungono da “vetrina” anche per le nostre imprese.

Nell’ambito dell’azione condotta dall’Ambasciata e dal “Sistema Italia” a favore dell’internazionalizzazione del settore privato italiano lo scorso anno abbiamo organizzato a Zagabria il Business Forum Croazia-Italia, i cui lavori sono stati aperti dai ministri Tajani e Radman. Esso ha visto la partecipazione di oltre 150 imprese italiane e croate, che si sono confrontate su settori strategici, quali le infrastrutture, il digitale, l’energia. In tale occasione, abbiamo lanciato una guida per le imprese interessate al mercato croato, scaricabile dal sito dell’Ambasciata.

Finanza, energia, legno-arredamento, metallurgia, turismo, servizi marittimi sono fra i settori più interessanti per gli investitori esteri. Il Governo agevola gli Ide?

Si, il Governo croato offre agevolazioni per gli investitori stranieri, quali incentivi fiscali e sovvenzioni, con particolare attenzione alle attività che generano occupazione e favoriscono processi produttivi innovativi. La Croazia è, inoltre, beneficiaria di 10 mld di euro (il 13% del Pil croato) di finanziamenti provenienti dal Fondo Ue di Ripresa e Resilienza che, come riconosciuto dalle istituzioni Ue, il Paese sta spendendo in maniera virtuosa in settori strategici quali la transizione energetica e digitale, la salute, lo sviluppo sostenibile, le infrastrutture. Tutto ciò si traduce in opportunità per le aziende interessate al mercato croato.

Non dimentichiamo, allo stesso tempo, l’azione generale del Governo italiano e della Farnesina a supporto delle aziende italiane interessate a penetrare nei mercati esteri, incluso quello croato.

In tale contesto, si inserisce la riforma della Farnesina entrata in vigore lo scorso gennaio che rafforza il ruolo del Ministero e della rete diplomatico-consolare a favore della crescita economica dell’Italia e della promozione delle esportazioni e dell’internazionalizzazione delle aziende, con il supporto dell’Ice, nonché di soggetti quali Sace e Simest che offrono agli imprenditori strumenti finanziari dedicati.

 

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