Con oltre 80 miliardi di euro di export, pari al 40% del Pil regionale, il Veneto si conferma piattaforma naturale della logistica italiana ed europea. Lo ribadisce la terza edizione del Libro Bianco sulle priorità infrastrutturali, presentato a Padova nell’evento “Veneto Connesso”, promosso da Unioncamere del Veneto con il supporto tecnico di Uniontrasporti.
Il documento fotografa lo stato di avanzamento delle opere strategiche e indica le otto priorità ancora aperte per rafforzare la competitività del territorio. Tra queste spiccano la Galleria di Base del Brennero, il potenziamento dell’A22, la Romea, il nodo ferroviario di Verona, il collegamento ferroviario all’aeroporto di Venezia e gli interventi sui porti di Venezia e Chioggia.
- Le voci del sistema
«Il Veneto ha le carte in regola per essere un hub logistico europeo – ha dichiarato Antonello Fontanili, direttore di Uniontrasporti –. La sfida è completare il corridoio del Brennero, innovare e puntare sulla sostenibilità, spostando sempre più traffici dalla gomma alla ferrovia».
Il presidente di Unioncamere Veneto, Antonio Santocono, ha sottolineato il ruolo del sistema camerale come “facilitatore di sviluppo” e non più solo come investitore. Per la vicepresidente regionale Elisa De Berti «siamo in una fase decisiva: completare i grandi assi e investire in intermodalità è fondamentale per rafforzare il ruolo europeo del Veneto».
- Un territorio strategico
La regione si trova all’incrocio di tre corridoi della rete Ten-T – Baltico-Adriatico, Mediterraneo e Scandinavo-Mediterraneo – e dispone di una rete infrastrutturale imponente: 1.850 km di ferrovie, 10 mila km di strade, 600 km di autostrade e 500 km di vie navigabili. Nel 2024 il sistema ha movimentato 1,65 milioni di Teu, 18,4 milioni di passeggeri aerei e oltre 62 mila tonnellate di merci.
- Prospettive
La sfida per il 2030 è raggiungere l’obiettivo europeo di trasferire il 30% del traffico merci su ferrovia per le tratte superiori ai 300 km. Un traguardo che, secondo Confindustria, «richiede una forte integrazione tra manifattura e logistica, perché il Veneto è oggi un nodo strategico non solo per l’Italia, ma per l’intera Europa».
