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Veneto tra le prime tre regioni italiane per Società Benefit: il 10% del totale nazionale

Le province più attive sono Vicenza (131), Treviso (118) e Padova (112), aree caratterizzate da distretti produttivi dinamici e fortemente orientati alla competitività internazionale. A livello nazionale, le Società Benefit hanno raggiunto 5.309 imprese al 30 settembre 2025, con una crescita del 22% rispetto all’anno precedente e un valore della produzione aggregato pari a 67,8 miliardi di euro, secondo l’ultima Ricerca Nazionale sulle Società Benefit, condotta da Nativa (Research Department di Intesa Sanpaolo), InfoCamere, Università di Padova, Camera di Commercio di Brindisi-Taranto e Assobenefit.

Lo studio, che include un’indagine su oltre 300 Società Benefit e più di 550 imprese non-benefit, evidenzia come le imprese Benefit siano motore di innovazione per il sistema Paese: il 20% investe oltre il 5% del proprio fatturato in obiettivi sociali e ambientali, contro il 6% delle non-benefit; quasi la metà integra sistematicamente la valutazione degli impatti ambientali e sociali nelle decisioni strategiche, rispetto al 23% delle imprese tradizionali, e anche chi non lo fa completamente considera comunque l’impatto in molte decisioni (47% vs 6%).

La scelta di diventare Società Benefit si associa a miglioramenti concreti nel posizionamento sul mercato, nelle relazioni con la comunità locale e nel clima aziendale: tre imprese su quattro riportano reazioni positive dei dipendenti, quasi il 60% segnala maggiore senso di appartenenza e il 48% un miglioramento dell’ambiente di lavoro, con apprezzamenti analoghi da associazioni non profit (73%), clienti (72%) e comunità locali (71%).

Sul fronte della filiera, il 22% delle Benefit adotta criteri rigorosi nella selezione dei fornitori, valutandone le performance di sostenibilità, rispetto al 10% delle non-benefit, anche se il coinvolgimento della supply chain resta la principale difficoltà (29%). Per accelerarne la diffusione, le imprese indicano come misure più efficaci vantaggi fiscali (81%) e premialità nei bandi pubblici (64%).

La Ricerca analizza inoltre 4.110 statuti individuando 23.990 finalità specifiche di beneficio comune, con una media di 5,8 finalità per impresa; le categorie più frequenti riguardano diritti umani e relazioni con la comunità (26,8%), coinvolgimento e inclusione delle persone (19,2%) e diffusione del modello Benefit (7%), con una distribuzione complessiva di finalità sociali (55%), ambientali (29%) e di governance (16%), mentre il 77% ha inserito almeno una finalità materiale allineata ai temi rilevanti del proprio settore.

Tra le novità più significative, l’analisi della coerenza tra statuti e Relazioni di Impatto mostra che nelle 99 Società Benefit di grandi dimensioni analizzate l’85% delle 1.824 azioni censite ha raggiunto gli obiettivi prefissati, permettendo di mappare oltre 130 temi di impatto e creare il primo Dizionario dell’Impatto delle Società Benefit, strumento operativo per sostenere la crescita del modello in Italia.

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