L’incontro in Vaticano tra Papa Leone XIV e Maria Corina Machado, premio Nobel per la Pace e figura chiave dell’opposizione venezuelana, viene osservato con attenzione anche dagli ambienti economico-finanziari internazionali, perché inserito in una fase di forte discontinuità politica che potrebbe incidere sul futuro dell’economia del Paese, ancora segnata da recessione strutturale, iperinflazione e dipendenza quasi totale dal petrolio, mentre la cattura di Nicolás Maduro e l’avvio di una gestione ad interim aprono scenari di possibile transizione sostenuta dalla comunità internazionale, con riflessi diretti su sanzioni, flussi di capitale e investimenti esteri; secondo analisti e operatori energetici, l’eventuale normalizzazione istituzionale rappresenterebbe una condizione necessaria per rilanciare la produzione di greggio, oggi limitata da carenza di investimenti, infrastrutture obsolete e isolamento finanziario, e per avviare un percorso di ristrutturazione del debito e accesso ai mercati internazionali, mentre nel breve periodo restano elevati i rischi di instabilità monetaria, svalutazione e contrazione dei consumi, con effetti pesanti sul reddito delle famiglie;
in questo contesto, il sostegno morale e politico espresso dal Pontefice rafforza il profilo internazionale di Machado e alimenta le aspettative di una fase di riforme economiche, considerate cruciali per attrarre capitali, ricostruire fiducia e avviare una lenta ma necessaria ripresa del sistema produttivo venezuelano.
