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“Vertice Intergovernativo e Business Forum di Roma, nuovo capitolo per le relazioni bilaterali”. Intervista a Elif Çomoğlu Ülgen, Ambasciatrice di Turchia in Italia

“L’ospitalità italiana mi ricorda molto la Türkiye. Del resto, le relazioni tra la Turchia e l’Italia vantano una storia ricca in ambito politico, economico, culturale e artistico, e presentano allo stesso tempo un grande potenziale” aveva dichiarato l’Ambasciatrice di Turchia in Italia, Elif Çomoğlu Ülgen, nella nostra precedente intervista, la prima rilasciata a un giornale italiano, dopo il suo inserdiamento a Roma.

Incontriamo di nuovo l’Ambasciatrice per affrontare il tema delle relazioni economiche, commerciali e industriali Turchia-Italia.

L’Italia è un partner importante per Ankara in settori strategici come infrastrutture ed energia. Com’è andato il 2025?

Il 2025 è stato un anno in cui  cooperazione nei settori strategici come le infrastrutture e l’energia ha prodotto risultati concreti. Gli accordi firmati in occasione del 4° Vertice Intergovernativo Türkiye-Italia, tenutosi a Roma, hanno creato una solida base per progetti congiunti, soprattutto nei settori dell’energia, dei trasporti e dell’industria. Allo stesso tempo, l’intensificarsi dei contatti tra le istituzioni pubbliche ed il settore privato dei due Paesi nel campo della sicurezza dell’approvvigionamento energetico, delle infrastrutture Gnl e della transizione green hanno dimostrato ancora una volta la profondità del nostro partenariato strategico.

Il Quarto Vertice intergovernativo  Italia-Türkiye si è svolto a Roma nell’aprile 2025 e sono stati firmati accordi di cooperazione tra i nostri paesi. Quali sono le aspettative per il 2026?

Il Vertice Intergovernativo Türkiye-Italia ed il Business Forum svoltosi a margine hanno senza dubbio aperto la strada ad un periodo estremamente positivo e lungimirante per le nostre relazioni bilaterali. Alla base di questo quadro positivo c’è stato il dialogo sincero e costruttivo e basato sul rispetto reciproco tra i nostri leader. Gli 11 Memorandum d’Intesa, gli accordi e la dichiarazione congiunta firmati nell’ambito del vertice sono un forte indicatore della nostra volontà di attuare i nostri obiettivi comuni. Nel 2026, la nostra priorità sarà tradurre questa convergenza di intenti in risultati concreti sul campo; realizzare progetti che aumentino il volume degli scambi commerciali, approfondiscano l’attuale cooperazione nel settore della difesa e rafforzino i legami tra le nostre società. Allo stesso modo, in un periodo caratterizzato da crescente incertezza sulla scena internazionale, i nostri paesi continueranno a lavorare in stretto coordinamento e consultazione sulla stabilità del Mediterraneo e sulla sicurezza regionale.

In Türkiye operano molte aziende italiane. Le imprese turche investono in Italia?

Il numero di imprese italiane attive in Türkiye è di circa 1600. Secondo i dati della Banca Centrale d’Italia nel 2024, il totale degli afflussi di investimenti diretti esteri in Italia ha superato i 470 miliardi di euro. Le aziende turche effettuano investimenti in Italia in numerosi settori, che spaziano dall’industria della difesa alle energie rinnovabili, dal tessile agli elettrodomestici.

Sebbene la nostra cooperazione stia già progredendo in un’ampia gamma di settori, desideriamo approfondire ulteriormente le nostre relazioni in tutti i campi possibili, facendo leva sulla natura complementare delle nostre economie.

Come sapete, negli ultimi tempi, le relazioni nel campo dell’industria della difesa hanno conosciuto una notevole accelerazione ed esistono importanti investimenti strategici congiunti. Il 29 aprile dello scorso anno, in occasione del IV Vertice Intergovernativo, abbiamo istituito il Comitato per la Scienza, la Tecnologia, l’Industria e gli Investimenti, presieduto dai Ministri competenti dei due Paesi. Stiamo lavorando per tenere la prima riunione del Comitato in Türkiye  nel prossimo futuro.

Questi incontri ci offriranno l’opportunità di svolgere consultazioni dirette e di alto livello sull’aumento e la diversificazione dei nostri investimenti reciproci.

Per quanto riguarda il commercio bilaterale?

Anche nelle relazioni commerciali bilaterali, oltre agli investimenti, si registrano sviluppi significativi. Nel 2024, abbiamo superato il precedente obiettivo di 30 miliardi di dollari di volume degli scambi, raggiungendo il record di 32 miliardi di dollari. Per il 2025, ci siamo posti un nuovo obiettivo di 40 miliardi di dollari e stiamo procedendo verso questo traguardo tenendo conto anche dell’equilibrio della bilancia commerciale.

Italia e Türkiye sono paesi alleati nella regione euro-mediterranea e alll’interno dell’Alleanza Atlantica. Cosa prevede l’agenda della cooperazione bilaterale tra i due paesi?

La Türkiye e l’Italia sono due paesi alleati di importanza strategica nell’ambito della Nato. Abbiamo un’ampia agenda di cooperazione che va dalla sicurezza alla cooperazione nel settore della difesa, dalla migrazione irregolare alla lotta al terrorismo e alla criminalità organizzata. Questa cooperazione globale riflette anche la nostra comune volontà di garantire la stabilità del bacino del Mediterraneo e rafforzare il dialogo europeo-mediterraneo.

Nella Sua ultima intervista di settembre, abbiamo parlato dei conflitti e del loro impatto sulla geopolitica internazionale. Come dovremo affrontare il 2026?

Assistiamo tutti a una fase in cui le incertezze e le crisi del sistema internazionale sono in aumento. Gli effetti dei conflitti regionali si avvertono ormai in modo molto più rapido e su una più ampia area. Gli sviluppi verificatisi all’inizio del 2026 lo dimostrano chiaramente.

In tale contesto, il dialogo, la diplomazia e la cooperazione multilaterale acquisiscono un’importanza sempre maggiore. Entrando nel 2026, il nostro obiettivo fondamentale deve essere quello di contribuire al rafforzamento di un ordine internazionale stabile, inclusivo e prevedibile, che dia priorità alla stabilità.

La Türkiye continuerà a fornire il proprio contributo alla pace e alla stabilità regionali e globali, facendo leva sulla sua posizione geostrategica, sulla sua solida tradizione diplomatica e sulla sua esperienza in materia di mediazione.

Laura Rinaldi

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