Un nuovo studio europeo, il Great Employee Benefits Study 2025 (Gebs), realizzato da Epassi in collaborazione con l’Università di Aalto, evidenzia un fenomeno già definito “Grande Gap”: mentre 7 aziende su 10 si ritengono virtuose in tema di welfare, solo il 54% dei dipendenti conferma la propria soddisfazione.
Il report, basato su un campione di 6.000 dipendenti e 1.435 dirigenti e Hr di imprese con oltre 50 addetti, mette in luce un divario non solo quantitativo ma soprattutto culturale: fiducia, ascolto e senso di appartenenza risultano compromessi quando i benefit aziendali non parlano la “lingua della vita quotidiana”.
Secondo Alberto Perfumo, Ceo di Eudaimon, “colmare il gap significa trasformare il welfare da semplice erogazione di benefit a ecosistema integrato di benessere, in grado di generare valore reale per i dipendenti e supportare motivazione e performance. Oggi, solo il 38% dei datori di lavoro italiani dichiara di adottare misure efficaci per migliorare l’esperienza collaborativa, contro il 61% nel Regno Unito e il 66% nei Paesi Bassi”
Il report evidenzia inoltre la bassa percezione dei dipendenti italiani: solo il 32% nota miglioramenti concreti nella propria esperienza lavorativa, rispetto al 58% nel Regno Unito e al 62% nei Paesi Bassi. La conseguenza è un rischio concreto di disallineamento culturale e perdita di competitività, mentre a livello internazionale il welfare è già considerato leva strategica e culturale.
Per Elisa Terraneo, marketing manager di Eudaimon, “il futuro del welfare aziendale passa da iniziative frammentarie a progetti sistemici, dove il benessere diventa il cuore della strategia, capace di generare valore condiviso e di trasformare la cultura aziendale”.
