È la posizione espressa da Confcommercio nel dibattito sull’evoluzione e sull’estensione della Zona Economica Speciale.
Secondo l’associazione, i risultati finora conseguiti dalla Zes Unica Sud dimostrano l’efficacia del modello adottato. Gli investimenti diretti attivati hanno raggiunto circa 9 miliardi di euro, con la creazione di 25.000 nuovi posti di lavoro. Un contributo attribuito soprattutto al sistema dell’autorizzazione unica centrale, considerato un efficace strumento di semplificazione amministrativa e di accelerazione dei tempi per l’avvio dei progetti.
Confcommercio ritiene che questo modello possa essere esteso anche ad altri ambiti, diventando un riferimento per la semplificazione delle procedure autorizzative a livello nazionale.
L’associazione evidenzia tuttavia alcune criticità riguardo al credito d’imposta previsto per gli investimenti. L’attuale meccanismo, basato sulla determinazione del beneficio solo al termine della raccolta delle domande e sul successivo riparto delle risorse disponibili, non consente alle imprese di conoscere preventivamente l’entità effettiva dell’incentivo.
Secondo Confcommercio, questa incertezza può compromettere la sostenibilità economico-finanziaria dei progetti e ridurre la capacità dell’agevolazione di attrarre nuovi investimenti, limitandone l’effetto di addizionalità. Per questo l’associazione propone di riconoscere alle imprese una certezza ex ante sulla percentuale del credito d’imposta spettante, così da consentire una pianificazione più efficace degli investimenti.
Infine, sul piano della perimetrazione territoriale, Confcommercio auspica un maggiore coordinamento tra la strategia nazionale della Zes e la politica di coesione europea, proponendo l’estensione del perimetro della misura a tutte le aree ricomprese nella Carta degli aiuti a finalità regionale, con l’obiettivo di rafforzare la competitività dei territori e sostenere nuovi programmi di sviluppo.
